Balthazar è stato l’ultimo sovrano di Babilonia: Rembrandt l’ha ritratto nell’atto di volgersi al muro, verso una magica proiezione di luce che preconizza in ogni senso il cinema, incanto e rivelazione. Nel cinema però Balthazar diventa il più diseredato degli animali: un asino, l’enigmatico protagonista del capolavoro di Robert Bresson, che lo trasforma in un inedito e potente punto di osservazione del mondo.

Nella convinzione che il cinema conservi ancora questa forza rivelatrice, Balthazar intende tenere viva la memoria di una forma visiva centrale nell’immaginario novecentesco.

Il polo nasce dalla collaborazione fra l’archivio Alasca e la sezione cinema del Centro Arti Visive dell’Università di Bergamo, diretto da Giovanni Carlo Federico Villa. Attraverso lo sviluppo di progetti di ricerca, giornate di studio, attività didattica ed eventi culturali aperti alla città, il polo si propone di valorizzare il materiale documentario raccolto nel corso di quasi cinquant’anni, rendendolo accessibile entro percorsi formativi interdisciplinari e nell’ambito di iniziative integrate con le attività dei partner, in particolare Bergamo Film Meeting, Lab80, FIC-Federazione Italiana Cineforum, Museo di Fotografia Contemporanea.

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