L’attività di diagnostica del CAV si concentra sulla ricerca e sull’applicazione delle analisi scientifiche non invasive allo studio ai fini conoscitivi e conservativi di opere d’arte di varia epoca e tipologia, policrome e non, realizzate su diversi supporti: legno, tela, muro, carta, pergamena, metallo, vetro, etc.
L’applicazione delle analisi è vista come un aspetto fondamentale della conoscenza del manufatto, fornendo dati utili allo storico come pure ai fini della sua fruizione e conservazione ottimale. Questi obiettivi implicano il dialogo di competenze multidisciplinari scientifiche (fisiche, chimiche, ambientali, ingegneristiche), umanistiche (storiche, artistiche, filologiche, museologiche) e di saperi tecnici negli ambiti della conservazione e del restauro.
La diagnostica si avvale di tecnologie avanzate e ottimali messe a punto in progetti di rilievo nazionale e internazionale. A partire dal 1998 sono state esaminate oltre 4000 opere in prestigiose collezioni pubbliche e private italiane e straniere.

Particolarmente attento ai progetti territoriali che prevedano una valorizzazione del patrimonio artistico e storico anche attraverso la conservazione delle opere, ha collaborato con la Regione Veneto e la Regione Marche per ampi progetti su Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, Lorenzo Lotto, Tiziano. Collabora da un decennio con le Scuderie del Quirinale di Roma e con varie Soprintendenze ai Beni Storici e Artistici, dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia per numerosi progetti, da Antonello da Messina alla pittura del XV-XVI secolo, a Tiepolo e Hayez.

La sezione Diagnostica del CAV si articola nelle seguenti attività:
- Ricerca
- Analisi (progetti e attività conto terzi)
- Archivi analisi scientifiche

GALLERIE / Progetti realizzati