Call for Papers

Call for Papers per il numero 18: Postludi. Le sfide dello stile tardo dal Novecento a oggi (scadenza 10/07/2018)

Contattare: Alessandro Baldacci; Amelia Valtolina


Da sempre è una categoria critica utilizzata in qual sia ambito artistico e letterario, quella del “tardo stile”, quasi fosse scontato che per un poeta o un pittore o un compositore giunto quasi alla fine della propria creazione lo stile non possa non essere, fisiologicamente, tardo e ultimo. L’ultimo Picasso, l’ultimo Pound, l’ultimo Beethoven: con simili formule il discorso critico ha cercato di caratterizzare ciò che accade nell’opera letteraria artistica musicale, quando il suo artefice abbia raggiunto, con la vecchiaia, una inedita forza ovvero libertà ovvero fiacchezza espressiva. Come scriveva Th. W. Adorno, «La maturità delle opere tarde di importanti artisti non somiglia alla maturazione dei frutti. Generalmente esse non sono tonde, ma corrugate, addirittura dilacerate […] Nella storia dell’arte le opere tarde sono catastrofi» ("Stile tardo [1]", in Beethoven. Filosofia della musica, Einaudi, Torino, 2001, p. 177, p. 179).
Eppure ha ragione E. W. Saïd quando, nelle sue riflessioni su questo vero e proprio problema sia per l’artista sia per il critico, osserva che il concetto di “tardo stile” vanta una fenomenologia assai più ampia e variegata di quanto Adorno, con la sua passione per il frammento, non fosse disposto ad ammettere. D’altronde, questa categoria così ineffabile del discorso critico – come definire a priori lo “stile tardo”? – non ha perduto la propria efficacia neppure dinanzi alle opere della modernità che, per quanto affrancate dalle tradizionali distinzioni di genere e dunque assai più libere dai vincoli della tradizione, non per questo si sottraggono all’azzardo di uno stile ultimo, capace di sconvolgere o decostruire o condurre a esiti imprevisti le acquisizioni estetiche della precedente esperienza creativa dell’artista, del poeta, del compositore – come non pensare al vecchio Hokusai, citato da Gottfried Benn nel suo saggio Invecchiare: problema per artisti, che confessava di aver cominciato a capire qualcosa del disegno soltanto all’età di settantatré anni?
Lo stile tardo in definitiva, dalla sua estrema consapevolezza della fine, presenta un atteggiamento, paradossalmente, agonistico, intempestivo e inconciliato, puntando, apparentemente “fuori tempo massimo”, a dar vita a forme ed esperienze di sopravvivenza o di esilio nel presente. Aprendosi ma non limitandosi all’affinità elettiva fra stile ultimo e stile della vecchiaia, l’intento dei curatori è quello di raccogliere una varietà di contributi che offrano lo spunto per un confronto teorico e interdisciplinare con la questione dello stile tardo, muovendosi fra prosa (sia di invenzione che saggistica), poesia, cinema, musica e pittura a partire dal Novecento sino ai giorni nostri.

Qui di seguito alcuni interrogativi a cui i vari contributi potrebbero dedicare la propria riflessione:
- Qual è il rapporto fra stile tardo, poetiche dell’esordio e poetiche della maturità? Quale il rapporto dello stile ultimo con categorie come quelle di inizio, progetto e compimento?
- Quale il rapporto fra vecchiaia e stile tardo (anche in rapporto al contributo che può venirci dalla biologia, dalla medicina e dalle neuroscienze)?
- Quali i registri privilegiati dello stile tardo e quale il loro significato e la loro funzione (parodia, ironia, manierismo, tragico)?
- Esiste un cronotopo dello stile tardo? Ovvero quali possibili configurazioni spazio-temporali può offrire uno stile "in esilio nel presente" e che sopravvive fra le rovine del tempo, in un "paesaggio in sfacelo"?
- Le scelte dello stile tardo, spesso sotto il segno dell’inattualità, o del recupero di forme “intempestive” e prospettive appartenetti al passato, in che modo ridefiniscono il rapporto fra resistenza, ribellione e/o regressione nell'opera artistica?
- Quale il rapporto fra artista tardo e pubblico? Cosa significa l’alto tasso di “ostilità” che l’artista tardo spesso palesa verso l’immagine ufficiale e celebrata della sua poetica e della sua opera, così come verso l’orizzonte di attesa del suo tempo?
- Stile tardo e genere letterario/artistico: ovvero come agisce il "contrappunto" dello stile tardo nella peculiarità storica e formale di uno specifico genere (e quali dunque le possibili differenze fra stile tardo nel teatro, nel romanzo, nella poesia, ecc.)
- Eros e Thanatos nello stile tardo: cioè come muta o può mutare la relazione con il desiderio, il corpo e con la consapevolezza della fine imminente nelle scritture tarde.

Le proposte di contributo dovranno essere inviate dagli interessati entro fine aprile 2018 ai seguenti indirizzi e-mail: baldacci_alessandro@yahoo.it e amelia.valtolina@unibg.it.
La proposta dovrà presentare un titolo, un abstract del contributo (massimo 1000 battute), le referenze bibliografiche, una breve nota biografica sull’autrice e/o l’autore nonché un indirizzo e-mail personale. Sarà premura dei curatori selezionare e contattare via e-mail Autrici e Autori entro metà maggio.
La consegna definitiva dei contributi selezionati è prevista per il 10 luglio 2018.