PER SAPERNE DI PIU'

Non esiste una modalità ideale per illuminare un’opera d’arte o un edificio: condizioni di luce migliori possono evidenziare alcune caratteristiche dell’oggetto in relazione alla sua tipologia, alla sua funzione originaria o attuale, all’ambiente in cui è inserito, al contesto culturale di chi lo osserva.
Vi sono molti modi per illuminare un oggetto, molteplici modalità di osservarlo. Solo alcuni di essi però interpretano correttamente funzioni e contesto.
Come illuminare è una scelta estetica ed è questione tecnica e tecnologica. E’ punto di convergenza di numerose competenze, richiede la conoscenza delle sorgenti, della fisiologia, della percezione, di dati spaziali, culturali e temporali circa la fruizione di quanto s’illumina, la conoscenza della sua storia e del suo significato, nonché dei parametri che ne garantiscono la corretta conservazione.
Non ultimo, illuminare implica compiere un processo educativo di cui è necessario avere consapevolezza: illuminare come educare a guardare.
L’illuminazione di opere di rilevanza storica e culturale richiede pertanto attente analisi multidisciplinari e riflessioni interdisciplinari sulla base di parametri specifici e di una sistematica interazione con l’osservatore. L’illuminazione con sorgenti a stato solido (SSL) rappresenta un’opportunità fondamentale per il presente e per il futuro, ideale nell’ottica delle Smart City ed eco-compatibile, in grado di coniugare bassi consumi, lunga durata e versatilità, garantendo per un amplissimo novero di manufatti antichi e moderni gli standard di conservazione opportuni. La possibilità di scegliere particolari tipologie di LED e OLED, sopprimendo lunghezze d’onda nocive alle opere e operando a bassa potenza emissiva, insieme alla agilità di focalizzazione per evidenziare alcuni dettagli e sollecitando soluzioni di design nuove, sancisce una rivoluzione nel campo illuminotecnico, specie in ottica artistica e architettonica.