Abitare il confine

Andrea Chiurato






Abstract

L’intervento si propone di indagare, in un’ottica comparatistica, la rielaborazione dell’immagine letteraria di Londra all’interno di due racconti di Nathaniel Hawthorne (Wakefield, 1835) e di Edgar Allan Poe (The Man of the Crowd, 1840). Attraverso l’analisi di queste due short stories verranno messi in evidenza alcuni aspetti teorici di fondamentale importanza tra i quali: lo specifico valore assunto dalla capitale dell’impero britannico nell’immaginario europeo e statunitense nella prima metà dell’Ottocento; il differente arsenale retorico (topoi, clichés e motivi) utilizzato nella rappresentazione di questo scenario sulle due sponde dell’Atlantico; e, infine, gli orientamenti ideologici veicolati attraverso la rielaborazione della medesima immagine. Londra, infatti, sembra rivestire una funzione e un significato particolari per gli autori americani in questo scorcio di secolo: da un lato fornendo preziose anticipazioni riguardo alle conseguenze del massiccio inurbamento di massa inaugurato dalla seconda rivoluzione industriale; dall’altro permettendo agli scrittori di dare forma alla propria identità nazionale, ribadendo la “distanza” reale e simbolica che li separava dagli antichi colonizzatori.