Presentazione

Il Centro Arti Visive (CAV) viene fondato nel 2005 dal Prof. Rettore Emerito Alberto Castoldi (Bergamo, 5 agosto 1941 - Bergamo, 19 aprile 2019).

Il Centro, a partire dalle teorie e dalle analisi dei procedimenti artistici e letterari, si occupa delle varie declinazioni del testo: dallo studio dei soggetti iconografici e iconologici alle tematiche dell’immaginario sul versante antropologico; dalla tecnica di realizzazione delle immagini e delle opere d’arte ai problemi inerenti la loro conservazione e la valorizzazione del patrimonio culturale.
Oltre ad attività di didattica, pubblicazioni e progetti di creazione e sviluppo di archivi digitali riguardanti i temi indicati, le attività del Centro si articolano secondo il progetto:

 

CULTURE DELL'IMMAGINE

Fuori dagli schemi e dalle categorie, all’insegna di una interdisciplinarietà programmatica libera, il Centro Arti Visive (CAV) si occupa di tutto il mondo delle immagini, cioè del mondo a partire dalle immagini e dalle questioni che esse sollevano e rappresentano, delle domande che esse pongono alle discipline, della loro vita, dei loro diversi modi di essere, delle loro migrazioni: come le immagini attraversano le culture, nelle loro molteplici identità, e di come le culture ne sono interrogate.
 

  • Archeologia dell’immaginario: immagini, documenti, corpi, testi
    All’intersezione fra più saperi, le immagini attraversano il tempo in modi imprevedibili, contraddittori, fatti di sentieri spesso interrotti, certo mai lineari. L’archeologia dell’immaginario lavora attorno ai materiali della storia, dai testi letterari e poetici ai documenti visivi, privilegiando le genealogie alternative, le tradizioni sommerse, le risorgenze delle immagini o la loro capacità di prefigurare il futuro. Il corpo, medium delle immagini e veicolo degli immaginari vissuti, è elemento centrale del progetto, con particolare attenzione agli ambiti della moda, della traduzione ecfrastica, degli intrecci fra medicina ed estetica e fra arte e antropologia. (referenti: Franca Franchi, Francesca Pagani,  Alessandra Violi).
     
  • Immagini e arte
    L’arte è un terreno privilegiato e al tempo stesso specifico di produzione di immagini. Per questo è ambito di studio non solo per gli aspetti di documentazione ma anche di interrogazione sul ruolo dell’immagine e dell’espressione all’interno del vasto mondo delle immagini. I suoi rapporti con la parola e con le altre espressioni non solo visive sono poi negli ultimi decenni al centro di nuove riflessioni che la pongono all’interno di un contesto di studi visivi e culturali che hanno aperto nuovi orizzonti. (referenti: Elio Grazioli, Giovanni C.F. Villa).
     
  • Immagini, scienza e tecnologia
    Le tecnologie di virtualizzazione e la capacità di modellare e simulare umanoidi virtuali permettono di implementare soluzioni di supporto ad esperienze di natura artistica. Così il tracciamento dei movimenti dei visitatori di una mostra e lo studio del loro comportamento ha valore sia per le esposizioni reali sia nella fase di concezione e predisposizione di esposizioni virtuali, base di partenza per lo sviluppo di nuovi percorsi o modalità espositive ed esperienziali. 
    D'altro canto, dai disegni di Richer e dalle fotografie della Salpêtrière, fino alle tecniche di neuroimaging, l’immaginario medico e psicologico ha attraversato gli usi e gli strumenti più vari. Raccogliere queste esperienze, come un archivio delle immagini della sofferenza, può servire a comprendere le finalità storiche del controllo scientifico sul corpo umano, tra cui quanto le migliori intenzioni di efficacia tecnologica abbiano nascosto, o rivelato, differenti forme della “questione sanitaria”, dall'uso salvifico delle vaccinazioni ai criminali progetti di sterminio.
    Inoltre, le tecnologie scientifiche applicate allo studio delle immagini e delle opere d'arte - grafiche, pittoriche, testuali, fotografiche ... - permettono di leggere oltre l'immagine visibile con ulteriori immagini (multispettrali, ricostruzioni virtuali, etc.) che richiedono criteri interpretativi propri e spesso di natura interdisciplinare, avviando percorsi di confronto e ricerca. (referenti: Pietro Barbetta, Daniele Regazzoni, Giovanni C.F. Villa).
     
  • Immagini e cultura di massa
    Nelle diverse culture l’immagine ha una fruibilità diffusa a tutti i livelli di appartenenza sociale. L’immagine a grande diffusione costituisce l’essenza del patrimonio identitario e nello stesso tempo è protagonista nei secoli di una migrazione da una cultura all’altra, divenendo protagonista del dialogo fra culture.
    Le costanti migrazioni, nelle modalità contemporanee multimediali, hanno portato contaminazioni tra tipologie iconografiche e spettacolari, che si sono tradotte in forme artistiche nuove a larga diffusione di massa universalmente condivise.
    Le ricerche sono finalizzate allo studio delle modalità delle immagini popolari moderne: il loro rapporto con il pubblico, ora fondato sul coinvolgimento attivo, e i loro principi estetici tesi alla messa in discussione del rapporto tra canone e innovazione. (referenti: Maria Chiara Pesenti, Anna Maria Testaverde).
     
  • Immagini artistiche, economiche e giuridiche
    Nell'ambito delle scienze sociali, e in particolar modo nell'economia politica e nel diritto, le immagini artistiche ricoprono un ruolo fondamentale. Le opere d'arte sono a tutti gli effetti documenti d'epoca: l'analisi degli strumenti adoperati per la loro esecuzione, le relazioni sociali, economiche e giuridiche che ne regolano l'esistenza, la scelta dei soggetti e le caratteristiche degli oggetti costituiscono delle fonti di grande rilevanza per la comprensione della storia dei sistemi economici e sociali, dal punto di vista materiale ma anche delle idee. (referenti: Stefano Lucarelli, Giovanni C.F.  Villa).
Collegamenti strutture CAV nazionali, internazionali, UE ed Extra UE
Collegamenti strutture CAV
DOCUMENTS - Centro studi sull'antropologia dell'immaginario

Diretta da Georges Bataille, la rivista “Documents” rappresenta, nel breve arco della sua esistenza (1929-1930), uno straordinario momento di ripensamento sia della nozione tradizionale di arte sia di quella di avanguardia, le cui ripercussioni sono tuttora attuali. Punto nodale della rivista è il ruolo pilota riservato da Bataille alle scienze umane. In particolare l’etnologia, rifondata sotto l’impulso di Emile Durkheim e di Marcel Mauss, viene posta al centro del lavoro di “smontaggio teorico” messo in atto dai collaboratori. In opposizione, da un lato, all’estetismo accademico, dall’altro, al surrealismo, la rivista – cui partecipano i maggiori etnologi del tempo: Michel Leiris, Carl Einstein, André Schaeffner, Marcel Griaule… – attribuisce un ruolo centrale alle scienze umane, privilegiando un processo di decostruzione delle categorie estetiche tradizionali in cui ebbe forte rilievo l’uso trasgressivo della fotografia (Jacques-André Boiffard; Eli Lotar) e dell’immagine cinematografica (Sergej Michajlovič Ėjzenštejn), volto a scardinare il concetto di antropomorfismo.
Il centro intende promuovere un approccio all’immaginario antropologico delle arti e della letteratura. Tra le tematiche che caratterizzano le ricerche del Centro vi sono il sistema degli oggetti, il collezionismo, il paesaggio e la geografia letteraria, le forme dell’immaginario, le eterotopie, i luoghi della memoria.

ARTE | MODA ARCHIVE

Il progetto di ricerca ARTE | MODA ARCHIVE nasce nel 2014 come archivio digitale atto a raccogliere documenti iconografici imprescindibili per la conoscenza della moda e del costume e della loro evoluzione nel corso di oltre cinque secoli, dall'inizio del XIV alla fine del XIX secolo.

I collaboratori fissi e gli studenti – tirocinanti e laureandi – dell’Università di Bergamo e di altri atenei, sotto la supervisione del comitato scientifico di ARTE | MODA ARCHIVE, svolgono attività di ricerca individuando unicamente immagini di dipinti datati, e non databili, ovvero documenti storici che vengono descritti all’interno di schede dettagliatamente redatte al fine di porre in rilievo mutamenti dettati da fattori sociali, politici, culturali, economici e psicologici che hanno trasformato l'abbigliamento tra medioevo ed età moderna.

La suddivisione per tipologie vestimentarie (abiti femminili, maschili, dell'infanzia, accessori e tessuti) rende facilmente fruibili i documenti a studiosi, ricercatori e appassionati di moda che possono in questo modo attingere a riferimenti iconografici della moda riconducibili ad anni precisi, per confronti stilistici, proposte di datazione e comprensione visiva delle trasformazioni che la moda ha subito, in tutta Europa, nei secoli che hanno segnato il trionfo, a diverse riprese, della moda italiana, spagnola e olandese, francese e inglese.

Diagnostica dei beni culturali

Incentrata sulle analisi non invasive dedicate a testi pittorici, grafici, fotografici, tessili, scritti, sculture e installazioni, a supporto della ricerca storico‐artistica e tecnica, e della loro conservazione. L’attività di diagnostica del CAV si concentra sulla ricerca e sull’applicazione delle analisi scientifiche non invasive allo studio ai fini conoscitivi e conservativi di opere d’arte di varia epoca e tipologia, policrome e non, realizzate su diversi supporti: legno, tela, muro, carta, pergamena, metallo, vetro, ecc. L’applicazione delle analisi è vista come un aspetto fondamentale della conoscenza del manufatto, fornendo dati utili allo storico come pure ai fini della sua fruizione e conservazione ottimale. Questi obiettivi implicano il dialogo di competenze multidisciplinari scientifiche (fisiche, chimiche, ambientali, ingegneristiche), umanistiche (storiche, artistiche, filologiche, museologiche) e di saperi tecnici negli ambiti della conservazione e del restauro. La diagnostica si avvale di tecnologie avanzate e ottimali messe a punto in progetti di rilievo nazionale e internazionale. A partire dal 1998 sono state esaminate oltre 4000 opere in prestigiose collezioni pubbliche e private italiane e straniere. Particolarmente attento ai progetti territoriali che prevedano una valorizzazione del patrimonio artistico e storico anche attraverso la conservazione delle opere, ha collaborato con la Regione Veneto e la Regione Marche per ampi progetti su Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, Lorenzo Lotto, Tiziano. Collabora da un decennio con le Scuderie del Quirinale di Roma e con varie Soprintendenze ai Beni Storici e Artistici, dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia per numerosi progetti, da Antonello da Messina alla pittura del XV-XVI secolo, a Tiepolo e Hayez.

Fondo Mario De Micheli

Il Fondo Mario De Micheli di Trezzo D’Adda, di recente acquisizione, prevede lo studio dell’archivio, della fototeca, della biblioteca e della collezione di opere di medio-piccole dimensioni, specie scultoree. Di tale fondo, di cui è in itinere la creazione del sito dedicato, è prevista, mediante mostre e altre iniziative, la progressiva valorizzazione, che andrà di pari passo con lo studio puntuale e la condivisione delle nuove risorse.